Fideiussione omnibus: validità, nullità e tutele dopo la sentenza della Cassazione

La fideiussione omnibus è una delle garanzie più diffuse nel sistema bancario italiano: con essa un soggetto si impegna a rispondere di tutti i debiti del debitore garantito, presenti e futuri, fino a un importo massimo. Molti imprenditori l’hanno firmata senza capirne appieno le implicazioni. Negli ultimi anni, grazie a un’importante sentenza della Cassazione, lo scenario è cambiato.


Cos’è la fideiussione omnibus

La fideiussione omnibus è una garanzia personale con caratteristiche particolari: copre tutti i debiti del garantito verso la banca, anche quelli futuri; non ha un oggetto determinato nel momento in cui viene firmata; spesso include clausole come la rinuncia al beneficio di escussione, la rinuncia a far valere le eccezioni del debitore principale, la clausola di reviviscenza (che obbliga il garante a restituire le somme già ricevute in caso di fallimento del debitore principale).

Negli anni questo tipo di garanzia è stato standardizzato su uno schema predisposto dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e usato da quasi tutte le banche italiane.


Il problema con lo schema ABI: l’antitrust

Nel 2005 la Banca d’Italia, nell’esercizio delle sue funzioni di autorità antitrust nel settore bancario, ha accertato che lo schema ABI di fideiussione omnibus conteneva tre clausole che violavano la normativa a tutela della concorrenza (art. 2 della L. 287/1990): la clausola di reviviscenza, la clausola di sopravvivenza e la clausola di rinuncia alle eccezioni.

Il provvedimento della Banca d’Italia ha dichiarato nulle queste clausole perché frutto di un accordo tra banche in violazione delle regole di concorrenza. Ma per anni è rimasto aperto il problema: questa nullità travolge tutta la fideiussione, o solo le clausole specifiche?


La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (2021)

Con la sentenza n. 41994 del 30 dicembre 2021, le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito definitivamente la questione. La nullità colpisce l’intero contratto di fideiussione, non solo le clausole singole, quando le clausole nulle pervadono la struttura della garanzia in modo da renderla insostenibile senza di esse.

In termini pratici: se la fideiussione che hai firmato contiene quelle clausole (e quasi tutte le fideiussioni bancarie le contengono, perché tutte ispirate allo schema ABI), puoi chiederne la nullità e rifiutarti di pagare.


Chi può fare valere la nullità

I garanti che hanno firmato una fideiussione omnibus secondo lo schema ABI possono opporsi alla richiesta di pagamento della banca facendo valere la nullità del contratto. Questo vale sia quando la banca chiede il pagamento in via stragiudiziale, sia quando avvia un decreto ingiuntivo o un’esecuzione.

La nullità può essere fatta valere in giudizio attraverso un’azione di accertamento, oppure in via di eccezione (cioè in risposta a una pretesa della banca). Il termine di prescrizione dell’azione di nullità non è soggetto ai termini normali, perché la nullità è imprescrittibile.


Cosa fare se si è garanti o se si vuole agire in recupero

Se sei un garante che ha ricevuto una richiesta di pagamento dalla banca, è fondamentale verificare subito se il contratto di fideiussione contiene le clausole contestate. Questa analisi richiede la lettura del testo contrattuale e il confronto con lo schema ABI.

Se sei una banca o un cessionario di crediti che deve gestire garanzie di questo tipo, è importante valutare il rischio di nullità prima di avviare azioni legali, per evitare soccombenze costose.


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