Decreti Ingiuntivi e Opposizioni: assistenza a Torino e Mondovì, con operatività su tutto il territorio nazionale
Il decreto ingiuntivo è lo strumento più efficace per ottenere rapidamente un titolo esecutivo su un credito certo, liquido ed esigibile. Lo Studio Legale Amato assiste sia i creditori che chiedono il decreto, sia i debitori che valutano o propongono opposizione.
Cos’è il decreto ingiuntivo
Il decreto ingiuntivo è un provvedimento giudiziale emesso dal giudice civile su ricorso del creditore, senza contraddittorio (inaudita altera parte). Viene pronunciato sulla base della documentazione prodotta a supporto del credito: contratti, fatture, estratti conto, titoli di credito, scritture private.
Una volta notificato, il debitore ha 40 giorni per proporre opposizione. In assenza di opposizione, il decreto diventa definitivamente esecutivo e può essere portato all’esecuzione forzata.
Per il creditore: come si ottiene
Quando è possibile ricorrere al decreto ingiuntivo
Per ottenere un decreto ingiuntivo occorrono tre condizioni: il credito deve essere certo (fondato su documentazione), liquido (determinato nel suo ammontare) ed esigibile (già scaduto). Il ricorso si deposita al Tribunale competente per territorio — in genere quello del domicilio del debitore — accompagnato dalla documentazione a supporto: contratto, fatture, estratti conto e corrispondenza rilevante.
Decreto con provvisoria esecutività
In alcuni casi — quando il credito è fondato su cambiale, assegno, atto ricevuto da notaio, o quando sussiste un pericolo di grave pregiudizio — il giudice può concedere la provvisoria esecutività, che consente di avviare le procedure esecutive immediatamente, senza attendere la scadenza dei termini per l’opposizione.
Cosa fa lo studio
Lo studio segue l’intera procedura: dalla valutazione della documentazione e verifica dei presupposti, alla redazione del ricorso e al deposito telematico, fino al monitoraggio del procedimento, alla notifica del decreto al debitore e alla gestione della fase esecutiva successiva all’ottenimento del titolo.
Per il debitore: cosa fare se si riceve un decreto ingiuntivo
Ricevere un decreto ingiuntivo non significa automaticamente dover pagare. Esistono diversi motivi per cui può essere opportuno proporre opposizione: il credito è contestato nel suo fondamento, nell’importo, o nella titolarità; il debitore ha già pagato; il contratto è nullo o viziato; la notifica è irregolare.
Termini e procedura di opposizione
L’opposizione deve essere proposta entro 40 giorni dalla notifica del decreto (o 50 giorni se il debitore è residente all’estero). È un atto formale che dà avvio a un giudizio ordinario davanti al Tribunale. Presentare opposizione non equivale a ottenere la sospensione dell’efficacia esecutiva del decreto, per la quale è necessaria un’apposita istanza.
Cosa fa lo studio per il debitore
Per chi riceve un decreto ingiuntivo, lo studio analizza il provvedimento e valuta i motivi di opposizione, verifica i termini e la regolarità della notifica, redige e deposita l’atto di opposizione, presenta se necessario l’istanza di sospensione dell’esecuzione provvisoria e gestisce il giudizio di opposizione fino alla sentenza.
Domande frequenti
Ho ricevuto un decreto ingiuntivo. Ho tempo per decidere cosa fare?
Sì, ma i termini sono perentori: 40 giorni dalla notifica. Oltre tale termine, il decreto diventa definitivo ed eseguibile. È fondamentale consultare un avvocato rapidamente per valutare le opzioni disponibili.
Posso pagare solo parte dell’importo richiesto?
È possibile proporre un’opposizione parziale o avviare una trattativa con il creditore per trovare un accordo. In ogni caso è consigliabile farlo prima della scadenza dei termini per l’opposizione.
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