Vendere su Amazon e sui marketplace: la tutela del venditore
Account disattivati, fondi trattenuti, inserzioni bloccate, contestazioni di contraffazione. I diritti che il venditore ha per legge e come farli valere. Assistenza in tutta Italia, da remoto.
Circa 20 mila piccole e medie imprese italiane vendono su Amazon e nel 2025 hanno generato oltre 4 miliardi di euro. Per molte è il canale principale, e il rapporto con la piattaforma è regolato da condizioni che il venditore non negozia. Quando l’account viene disattivato, le inserzioni oscurate o i pagamenti sospesi, la risposta standard è un messaggio precompilato e un modulo di ricorso. Esistono però regole europee che impongono alle piattaforme obblighi precisi di motivazione, preavviso e gestione dei reclami, e che la maggior parte dei venditori non conosce.
Le regole che valgono anche contro le condizioni della piattaforma
Regolamento (UE) 2019/1150 (P2B). Si applica ai servizi di intermediazione online offerti a utenti commerciali. La piattaforma che limita, sospende o cessa il servizio deve fornire una motivazione con i fatti e le circostanze specifiche, incluse le segnalazioni di terzi, che hanno portato alla decisione (art. 4). La cessazione completa richiede un preavviso di almeno 30 giorni, salvo i casi previsti dal regolamento. La piattaforma deve avere un sistema interno di gestione dei reclami (art. 11) e indicare mediatori con cui tentare la composizione (art. 12).
Regolamento (UE) 2022/2065 (DSA). Impone alle piattaforme di fornire una motivazione chiara e specifica per le restrizioni imposte agli utenti (art. 17) e un sistema interno di reclamo (art. 20); l’applicazione al rapporto con il venditore professionale va verificata caso per caso.
Il contratto con la piattaforma. Il Business Solutions Agreement di Amazon prevede la ritenzione dei fondi per almeno 90 giorni dopo la disattivazione e la legge e il foro del Lussemburgo. Questo non impedisce di far valere i regolamenti europei, ma condiziona la strategia: la fase stragiudiziale, condotta bene, è quella che risolve la maggior parte dei casi.
I problemi più frequenti
- Account disattivato per presunta violazione delle policy, metriche di performance, “account collegato” a un altro venditore, verifica dell’identità non superata.
- Fondi trattenuti dopo la chiusura, oltre i 90 giorni, senza indicazione di quando saranno rilasciati.
- Inserzioni bloccate per segnalazioni di proprietà intellettuale, spesso da concorrenti, senza contraddittorio.
- Magazzino FBA non restituito o avviato alla distruzione.
- Addebiti e storni su resi e reclami A-to-z contestabili.
Cosa fa lo studio e cosa non fa
Lo studio non scrive piani d’azione standard: esistono consulenti e servizi che lo fanno. Interviene dove serve una posizione giuridica: la diffida fondata sul Regolamento P2B e sul DSA, il reclamo formale nel sistema interno, la richiesta di mediazione, la messa in mora per i fondi, l’azione per le somme trattenute. Prima di tutto, l’analisi del caso: quale motivazione è stata data, se è conforme all’art. 4, quali termini sono stati rispettati, quanto vale la posta.
Il primo passaggio è un’analisi di fattibilità a compenso fisso, con risposta entro 48 ore dalla ricezione dei documenti. Tutto da remoto.
Cosa serve per valutare il caso
- La comunicazione di disattivazione o restrizione, completa, con data
- I ricorsi già presentati e le risposte ricevute
- Il saldo trattenuto e l’ultimo estratto dei pagamenti
- Le metriche dell’account al momento della disattivazione
- L’eventuale segnalazione di terzi (proprietà intellettuale, contraffazione)
Approfondimenti: account venditore disattivato · fondi trattenuti dopo la chiusura · decreto ingiuntivo su fatture elettroniche.
Domande frequenti
Amazon può chiudere l’account senza dire perché?
No. Il Regolamento (UE) 2019/1150 impone una motivazione con i fatti specifici che hanno portato alla decisione e, per la cessazione completa, un preavviso di 30 giorni salvo eccezioni.
Per quanto tempo possono trattenere i fondi?
Il contratto prevede almeno 90 giorni dalla disattivazione. Oltre quel termine la ritenzione va motivata e può essere contestata.
Serve un avvocato per il piano d’azione?
Per il piano d’azione in sé no. Serve quando la motivazione è assente o generica, quando i fondi non vengono rilasciati o quando la contestazione viene da un concorrente.
