Un contratto non rispettato genera frustrazione, perdite economiche e incertezza. Ma agire legalmente non è sempre la scelta giusta — e quando lo è, la strategia conta quanto la fondatezza della pretesa. Questa guida spiega come valutare un caso di inadempimento contrattuale e quali strumenti ha il creditore.
Cos’è l’inadempimento
L’inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione dell’obbligazione assunta con il contratto. Può essere totale (la prestazione non è stata eseguita affatto) o parziale (la prestazione è stata eseguita in modo incompleto o difettoso). Non ogni mancata prestazione costituisce inadempimento rilevante: il Codice Civile (art. 1455 c.c.) stabilisce che la risoluzione del contratto non può essere chiesta se l’inadempimento ha scarsa importanza.
I tre rimedi principali
1. L’azione di adempimento
Il creditore può chiedere al giudice di condannare il debitore ad adempiere all’obbligazione. È il rimedio principale, che mira a ottenere la prestazione cui si ha diritto. Può essere accompagnata da una domanda di risarcimento del danno per il ritardo (mora).
2. La risoluzione del contratto
Il creditore può chiedere la risoluzione del contratto quando l’inadempimento della controparte è di non scarsa importanza. La risoluzione scioglie il contratto e obbliga le parti a restituire le prestazioni già eseguite. Nella maggior parte dei casi il creditore chiede insieme la risoluzione e il risarcimento del danno.
3. Il risarcimento del danno
Il risarcimento copre il danno emergente (le perdite effettivamente subite) e il lucro cessante (il guadagno che si sarebbe realizzato se il contratto fosse stato eseguito correttamente). Il creditore deve dimostrare il nesso causale tra l’inadempimento e il danno, e la sua entità.
La diffida ad adempiere
Prima di procedere in giudizio, è spesso utile inviare una diffida ad adempiere: la comunicazione formale con cui si intima alla controparte di eseguire la prestazione entro un termine congruo, con l’avvertimento che in caso contrario si chiederà la risoluzione del contratto e il risarcimento.
Cosa aspettarsi dal giudice
Il giudice civile accerta l’inadempimento sulla base della documentazione prodotta dalle parti. È fondamentale avere prove scritte: il contratto originario, le comunicazioni tra le parti, la documentazione del danno. I tempi di un giudizio civile a Torino sono mediamente di 2-4 anni per la sentenza di primo grado.
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