Fattura del fornitore con IBAN sostituito: chi paga due volte
La fattura è vera, il fornitore è vero, solo le coordinate sono state cambiate. Cosa fare nelle prime 48 ore e come si decide chi sopporta la perdita.
La frode della fattura con IBAN sostituito non falsifica il documento: lo intercetta. La casella di posta del fornitore o del cliente viene violata, la fattura corretta viene rispedita con un IBAN diverso, l’impresa paga in buona fede. Quando il fornitore sollecita, il denaro è già stato prelevato dal conto del prestanome. A quel punto si aprono due questioni, che vanno tenute separate: il rapporto con il fornitore, che pretende ancora il pagamento, e il rapporto con le banche.
Il fornitore può chiedere di nuovo il pagamento?
Dipende da come è arrivata la fattura. Il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera il debitore solo se chi ha pagato ha agito senza colpa e la situazione è stata creata da chi doveva ricevere (art. 1189 c.c., pagamento al creditore apparente). Il Tribunale di Ancona, con sentenza n. 1646 del 12 ottobre 2026, ha applicato questa regola a un bonifico eseguito su una fattura con IBAN manomesso, accogliendo l’opposizione e revocando il decreto ingiuntivo che l’impresa fornitrice aveva ottenuto. La decisione si gioca sulla prova: quale casella è stata violata, se la fattura falsa è arrivata nello stesso thread di quelle vere, se il cambio di IBAN era segnalato e verificabile. Conservare la mail con le intestazioni complete e la contabile del bonifico è la prima cosa da fare.
La fattura transitata dal Sistema di Interscambio porta l’IBAN originale; il PDF di cortesia allegato alla mail porta quello manomesso. Il confronto tra i due documenti è la prova più semplice e quasi nessuno la fa prima di pagare.
La banca dell’impresa che ha pagato
Il bonifico è stato autorizzato dal cliente: la banca non deve rimborsarlo per il solo fatto dell’inganno. Risponde se:
- non ha eseguito la verifica della corrispondenza tra nome del beneficiario e IBAN, obbligatoria dal 9 ottobre 2025 per il Regolamento (UE) 2024/886, e l’impresa non vi aveva rinunciato;
- ha eseguito la verifica, l’esito era negativo e non lo ha comunicato in modo chiaro prima dell’autorizzazione;
- ha eseguito pagamenti anomali per importo, frequenza o destinazione senza alcun controllo.
Se invece la verifica è stata fatta, l’avviso è arrivato e l’impresa ha confermato lo stesso, la banca è esonerata.
La banca che ha ricevuto il denaro
La richiesta di richiamo del bonifico va inviata il giorno stesso, con la denuncia allegata. La banca ricevente non è obbligata a restituire somme già prelevate, ma deve bloccare quelle ancora presenti su richiesta motivata e collaborare con l’autorità giudiziaria. L’apertura di un conto a un prestanome senza adeguata verifica dell’identità può fondare una responsabilità autonoma della banca ricevente, da valutare caso per caso.
Cosa fare nelle prime 48 ore
- Richiesta scritta di richiamo alla propria banca e segnalazione alla banca ricevente
- Denuncia all’autorità di polizia con copia delle mail e della contabile
- Comunicazione formale al fornitore, con riserva, che contesta la seconda richiesta di pagamento e chiede chiarimenti sulla violazione della sua casella
- Conservazione delle mail originali in formato .eml, con intestazioni, senza inoltrarle
- Verifica interna: la propria casella è stata violata? Cambio credenziali e autenticazione a due fattori
Cosa serve per valutare il caso
- Le due versioni della fattura (SDI e PDF ricevuto) e le mail in formato originale
- La contabile del bonifico e l’eventuale avviso di mancata corrispondenza del beneficiario
- Il contratto con il fornitore e la corrispondenza precedente
- La denuncia e le risposte delle banche
Torna alla pagina generale: l’impresa ha pagato un IBAN sbagliato.
Domande frequenti
Devo pagare di nuovo il fornitore?
Non necessariamente. Se il pagamento è stato fatto senza colpa a chi appariva legittimato e la falla era nella casella del fornitore, il debitore può essere liberato (art. 1189 c.c.); la decisione dipende dalla prova.
Posso chiedere alla banca di annullare il bonifico?
Il richiamo è possibile finché le somme sono sul conto di destinazione. Oltre quel momento serve il consenso del beneficiario o un provvedimento.
Serve la denuncia?
Sì, per il richiamo, per il blocco delle somme e per qualsiasi azione successiva.
