Ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario per le imprese: procedura, tempi, costi
Tre mesi, 20 euro, nessuna udienza. Quando conviene e quando no.
L’ABF è un sistema stragiudiziale che decide le controversie tra clienti e intermediari su conti, pagamenti, finanziamenti e segnalazioni creditizie. Nel 2025 ha ricevuto 13.518 ricorsi e ha deciso in media in 107 giorni; nel 37% dei ricorsi l’oggetto era un utilizzo fraudolento. Per un’impresa è lo strumento più rapido ed economico per ottenere una decisione motivata, ma non è un giudice: non può annullare contratti né disporre consulenze tecniche, e le sue decisioni non sono vincolanti, anche se il tasso di adempimento delle banche, esclusa la cessione del quinto, è stato del 94%.
Chi può ricorrere
Anche le imprese e i professionisti, per controversie fino a 200.000 euro e per fatti non anteriori al sesto anno precedente il ricorso. Nel 2025 il 7% dei ricorsi è venuto da non consumatori, nell’84% dei casi imprese con meno di dieci addetti, soprattutto su conti correnti e strumenti di pagamento.
I passaggi
- Reclamo scritto alla banca. È obbligatorio e va fatto prima del ricorso. La banca risponde entro 15 giornate lavorative per i servizi di pagamento e 60 giorni negli altri casi. Senza risposta o con risposta negativa si passa al ricorso.
- Ricorso ABF. Si presenta online entro 12 mesi dal reclamo, con 20 euro di contributo, restituiti se il ricorso è accolto. Si allegano reclamo, risposta, contratto, documenti dell’operazione.
- Controdeduzioni della banca ed eventuali repliche.
- Decisione del Collegio. Oltre il 99% dei procedimenti si chiude nei termini. L’esito nel 2025 è stato favorevole al cliente nel 56% dei casi; sulle frodi, 30% accolti, 20% chiusi per accordo, 50% respinti.
- Dopo la decisione. Se la banca non adempie, il nome viene pubblicato sul sito dell’ABF. Resta aperta la via del giudice ordinario; nel triennio 2023-2025 solo il 6,3% delle decisioni ha avuto un seguito giudiziale e nel 72% dei casi il giudice ha confermato l’orientamento dell’Arbitro.
Quando conviene e quando no
Conviene quando la questione è documentale: l’autenticazione dell’operazione, la verifica del beneficiario, il blocco di operazioni anomale, la segnalazione in Centrale rischi. Non conviene quando serve una perizia informatica sul dispositivo del cliente o l’esame di testimoni: l’ABF decide sulle carte. In questi casi il ricorso può comunque essere utile per fissare la posizione della banca prima del giudizio.
L’assistenza di un avvocato non è obbligatoria: il 53% dei ricorsi sulle frodi è presentato senza rappresentante. Per un’impresa la differenza la fa la selezione degli argomenti e dei documenti, non la presenza in sé.
Come lavora lo studio
Analisi di fattibilità sui documenti, a compenso fisso indicato nel preventivo. Se esistono margini, redazione del reclamo e del ricorso con preventivo scritto. Tutto da remoto: il procedimento ABF non prevede udienze.
Cosa serve per valutare il caso
- Il reclamo già inviato, se c’è, e la risposta della banca
- Il contratto di conto corrente e le condizioni sui servizi di pagamento
- La documentazione dell’operazione contestata
- L’eventuale denuncia
Torna alla pagina generale: l’impresa ha pagato un IBAN sbagliato.
Domande frequenti
Quanto costa il ricorso ABF?
20 euro di contributo, restituiti in caso di accoglimento, oltre al compenso dell’eventuale assistenza, concordato per iscritto.
Quanto dura?
Nel 2025 il tempo medio è stato di 107 giorni al netto delle sospensioni.
La decisione è vincolante?
No, ma al netto della cessione del quinto le banche hanno adempiuto nel 94% dei casi nel 2025; l’inadempimento viene pubblicato.
