Quando un debitore non paga e possiede immobili, il creditore può soddisfarsi attraverso l’esecuzione forzata immobiliare: un processo che culmina nella vendita all’asta del bene e nella distribuzione del ricavato tra i creditori. Ecco come funziona, step by step, dal punto di vista del creditore procedente.
Prerequisiti: il titolo esecutivo
Per avviare un’esecuzione immobiliare è necessario disporre di un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo esecutivo, sentenza, atto notarile) e procedere con la notifica di un atto di precetto al debitore, che intima il pagamento entro 10 giorni.
Pignoramento e trascrizione
Scaduto il termine del precetto senza pagamento, l’ufficiale giudiziario esegue il pignoramento immobiliare: un atto che vincola il bene e impedisce al debitore di disporne liberamente. Il pignoramento viene trascritto nei Registri Immobiliari, rendendolo opponibile ai terzi.
Dalla vendita al riparto
Dopo il deposito della documentazione catastale e ipotecaria, il Tribunale nomina un esperto che stima il valore dell’immobile. Il giudice fissa poi le condizioni di vendita (prezzo base, rilancio minimo) e le date dell’asta. Se l’asta va deserta, il prezzo base viene ridotto del 25% per il tentativo successivo.
Al termine della procedura, il ricavato viene distribuito secondo l’ordine dei privilegi e delle ipoteche. Il creditore procedente è soddisfatto in misura proporzionale al proprio credito e alle garanzie disponibili.
Tempi dell’esecuzione immobiliare a Torino
Il Tribunale di Torino gestisce un numero elevato di esecuzioni. I tempi medi, dall’avvio del pignoramento all’aggiudicazione, si collocano mediamente tra i 3 e i 5 anni, con variazioni significative in base alla complessità del caso. Una gestione attiva della procedura — solleciti, verifiche sullo stato dell’asta, interventi sui subentri — può fare la differenza sui tempi complessivi.
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